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Castello di Civitella

Il Castello di Civitella è situato nel comune di Civitella di Romagna. Non si sa con precisione quando e da chi sia stato edificato il castello, ma è facile supporre che sia stato costruito dagli abati di S. Ellero per difendersi dalle scorrerie, nell'epoca della loro maggiore potenza.

Il castello appartenne fin dalle sue prime memorie, risalenti all'anno mille ed anche prima, agli abati di S. Ellero. Nell'anno 997 Ugo di Bertinoro, feudatario della Chiesa di Ravenna, ordinò che venisse restituito agli abati il castello, che lo riebbero il 16 agosto 1039. Tuttavia, in seguito lo cedettero all'arcivescovo di Ravenna.

Nella lotta tra Guelfi e Ghibellini, il castello seguì le sorti dei suoi padroni, gli arcivescovi e gli abati suddetti, che tenevano quasi sempre dalla parte ghibellina. Il 4 ottobre 1277 il conte Guido Selvatico, coi mercenari di Firenze, occupò il borgo e il castello di Civitella e lo muni di buoni capitani e buoni soldati.

Il Comune di Forlì intervenne per punire i traditori e il 14 novembre 1277 espugnò il castello, uccidendo o facendo prigionieri tutti gli abitanti. Nel 1371, nelle relazioni del Cardinale Anglico, il castello viene descritto come appartenente allo Stato della Chiesa.

Con l'avvento delle armi da polvere, il castello perse importanza come fortezza, soprattutto a causa dei danni causati dalle guerre precedenti e dai terremoti del 1204 e del 1279. Nel 1404, Jacopo Salviati, capitano della Repubblica Fiorentina, assediò il castello causandogli gravi danni.

Nei primi anni del XV secolo, gli Ubertini persero il dominio sui castelli di Romagna e il castello di Civitella fu dato in feudo a tre nobili famiglie. Nel 1462, i castelli di Civitella e Valdoppio furono presi da Astorgio Manfredi, ma nello stesso anno furono riconquistati da Domenico Malatesta.

Nel 1494, Civitella subì danni a causa delle scorrerie delle bande di ventura e nel 1495 fu preso da Napoleone Orsini e dai Veneziani. Nel 1527, il castello fu bruciato dagli Alemanni della retroguardia del duca di Borbone in viaggio per la presa di Roma.

Dell'antico castello di Civitella rimangono attualmente la porta principale sormontata dal torrazzo con l'orologio e la campana del Comune, insieme con le vecchie mura, dei sotterranei e alcuni bastioni diroccati fino al livello della strada.

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